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giovedì 31 marzo 2016

A come andare


Il carnet torinese continua e questa volta è "A, come andare via". Ho un sacco di amici che vivono fuori dall'Italia.. .Tra il 2009 e il 2012 almeno 7 tra i miei affetti più vicini sono partiti e non potevo ignorare questa diaspora nel mio carnet. 
la cosa bella è andarli a trovare :) e quando tornano, quasi tutti, a Natale e si fanno vedere a orari improbabili anche solo per un caffè, per aggiornarsi, perché chi vuole non si perde.
la biondina nella foto è la mia amica Noemi, che vive a New York dal 2010, la magretta sentimentale, ça va sans dire, sono io.

giovedì 17 marzo 2016

"B" come bicerin


A Let's draw, questo modulo, faccio fare il carnet torinese applicato all'ABC. 
Da brava maestra faccio i compiti e allora sia "B" come bicerin.


martedì 3 marzo 2015

Ricette per ragazze che vivono da sole

Vivere da sole è difficile.
Vivere da sole è bello.
Vivere da sole è un’avventura. 


Eccomi con un'altra piccola novità: oggi esce un libro nuovo, un ebook edito da Zandegù (che si può trovare qui) che parla di "Ricette per ragazze che vivono da sole".
E' un progetto a cui tengo particolarmente perché è la seconda volta che mi metto in gioco come autrice (dopo il mitico "Vintagismi") anzi, come co-autrice!
Infatti questo libro di ricette-non-di-cucina-ma-di-vita è scritto a quattro mani con la bravissima e talentuosa Noemi Cuffia.

Ma cos'è? mi chiederete...
E' un libro di ricette per affrontare la vita da sola! Ci troverete le ironiche e poetiche storie di Rebecca alle prese con la vita da freelance e con i metodi non-violenti per far fronte ai ragni, ai silenzi e  ai giorni di pioggia; poi ci sono i fumetti di Camilla che affronta il frigo vuoto, i "simpaticivicini" in compagnia della musica più improbabile e dei libri più amati.

E' un libro ironico e divertente, ma ci ho messo molto di me, delle mie amiche, delle esperienze che ho vissuto e che ho condiviso in quei 3 anni e mezzo in cui ho affrontato questa esperienza straordinaria.
Vi lascio ai balli scatenati di Camilla, che un po' mi somiglia, un po' no.. ma racconta proprio quella sensazione di libertà, paura, divertimento e avventura che alcune ragazze stanno vivendo, alcune ricorderanno e alcune stanno magari per affrontare :)



ps: approfitto delle pagine del blog per ringraziare la mia super co-autrice Noemi: perchè lavorare con un'amica, e un'amica piena di talento come lei è stato bello e divertente: "leggero" come direbbe il suo idolo Calvino.



mercoledì 6 novembre 2013

Eden

Anche quest'anno partecipo al concorso dell'associazione Tapirulan: ogni anno indicono un concorso a tema (e il tema è sempre difficile!) per realizzare un calendario, un catalogo e una mostra...
Due anni fa ero stata selezionata per la mostra e il catalogo (ricordate? il tema era "privacy").
Il tema del 2013 era "Eden" e mi ha messo non poco in difficoltà... Alla fine ho utilizzato uno schizzo realizzato sull'intercity Torino-Follonica grazie all'ausilio della mia manina ferma e della mia vicina di posto, che ogni tanto mi porgeva la gomma con nonchalance, mentre chiacchierava di matrimoni con tutto lo scompartimento.
Dopo aver cercato invano di disegnare foreste grandiose e paesaggi incontaminati ho pensato che l'Eden alla fine ce lo dobbiamo costruire un po' da soli... e così fanno i miei Eve&Adam!
Se volete vedere tutte le tavole in concorso, che sono tantissime e alcune molto belle, qui il link.


giovedì 31 ottobre 2013

Linus and Snoopy waiting for the Great Pumpkin

Happy Halloween!
Quest'anno mi è venuta l'idea di celebrare l'evento con una fanart dedicata a uno dei miei personaggi preferiti di sempre: Linus!
Linus che, in compagnia di Snoopy, ogni anno aspetta trepidante il Grande Cocomero, sempre speranzoso, sempre in buona fede, sempre l'unico convinto che prima o poi il Grande Cocomero arriverà...

Questo è uno dei miei primi esperimenti con le matite colorate che mi sono regalata, qualche giorno fa, in un pomeriggio di selvaggio shopping :)

Spero vi piacciano i miei beniamini e buon "trick or treat" a chiunque passi di qua!

giovedì 29 agosto 2013

Birthday girl

It's my birthday! 29 il 29 quest'anno. Niente drammi sul tempo che passa: io non invecchio, EVOLVO. ;)


martedì 16 luglio 2013

Cou cou (the dreamer)

Questo fine settimana il mio computer era in riparazione. E quindi hop hop pigretta tira fuori quei pennelli e smettila di procrastinare la colorazione di quel vecchio schizzo che prendeva polvere da secoli.

E io non so voi, ma a me l'estate in città a volte pesa proprio come un macigno e quindi benvenute pozzanghere, piedi nudi, foglie blu e pesci rossi e pesci umani e capelli rossi e...

lunedì 24 giugno 2013

Always in motion the future is.

-"Ila, ti andrebbe di fare un quadro a tema Darth Vader?"
- SIIII!
Adoro Star Wars. Sono una grandissima fan, mi piace tutto (tranne jar jar, ovviamente). Ho una particolare predilezione per il "superiore maestro Yoda" e per tutte le creature bizzarre dei film (nella mia cucina, in posizione di riguardo, occhieggia malevola anche una mini statuetta di Jabba the Hutt).

Per il quadro su Darth Vader però mi sono lasciata andare a uno sfrenato romanticismo, perché?

Sarà che in questi giorni, per un particolare fenomeno celeste, si può vedere una "superluna" più grande e splendente del normale... Non è stato difficile immaginare un altro mondo, e vedere all'orizzonte uno dei due soli di Tatooine.

lunedì 26 marzo 2012

kind of magic - Almost blue

buongiorno :)
Vi ricordate Kind of Magic? Illustrazioni raccontate e racconti illustrati a blog unificati (con Noemi Cuffia)? Ecco la seconda puntata

Alle sei del mattino si sentono quei rumori che di solito non si percepiscono. Lo scricchiolio delle ruote di una bicicletta, i passi di un merlo che stringe nel becco ciuffi di erba secca, le pale di un elicottero che si posa in lontananza sulla pista di atterraggio. Quella pista rotonda sopra il grande edificio che accosto a piedi per andare al lavoro.

Arrivo poco dopo l’alba, in questa casa di dottori, faccio le pulizie il lunedì, quando loro escono per il primo turno di guardia all’ospedale.

Anche se, dopo un po’ di anni, lo riconosco, non c’è più molto da pulire.

Quando entro con le mie chiavi, nell’aria è rimasto ancora il profumo di caffè. Me ne lasciano una caffettiera piccola. In quattro ore di lavoro, ne bevo giusto due tazzine, la seconda è ormai tiepida, ma non mi dispiace. E io a loro lascio una torta di mele. La preparo nel fine settimana, e la metto sul tavolo della cucina. Mi sembra un modo per ricambiare la loro gentilezza e generosità. Anche il cane, qui, è gentile. Abbaia il minimo indispensabile e per il resto del tempo: osserva gli invisibili cambiamenti della casa, di ora in ora.

C’è una stanza dove non entro mai.

È la stanza della musica. E l’inquilino che ci vive se la pulisce da solo. Difficile a credersi, ma in tutto questo tempo, non ci siamo mai incontrati. Sono così rare le occasioni di vedere i padroni di casa: forse a Natale o d’estate, per definire le vacanze. E in quelle poche volte, nessuno ha mai accennato alla sua presenza. Di certo io non avrei mai introdotto l’argomento, per discrezione.

 E non credo lui sappia di me. Semplicemente, come io non entro, anche lui non esce mai. Suona quasi tutta la mattina. Intervallato da brevi pause, magari, credo, per bere un sorso d’acqua o grattarsi la fronte.

 Fuori, ora, i lampioni sono ancora accesi, le margherite chiuse, le strade avvolte nel buio trasparente. Il cielo è quasi blu. E anche io sono quasi sveglia. Lavoro, sì, ma in questa beata solitudine e con la musica di sottofondo, mi sembra di sognare, di essere ancora nel sogno, ecco.

E se mi chiedessero, in quale momento vorresti fermare tutto e rimanere per sempre? Direi adesso.

giovedì 23 febbraio 2012

Kind of magic – Waiting with Billie.

Quando sembra tutto normale ma poi c’è quel particolare che: kind of magic. Quando ti affacci alla finestra e vedi il solito paesaggio, ma poi laggiù in lontananza c’è un dettaglio che: kind of magic. Quando un disegno si trasforma in parole e viceversa: kind of magic.

Un tipo di incantesimo quotidiano che nasce dai discorsi di due amiche - di fronte a interminabili caffè - che hanno scoperto di vedere il mondo all’incirca allo stesso modo: kind of magic!

E insomma quelle amiche siamo noi, Noemi Cuffia ed io. E da oggi in poi kind of magic sarà la nostra nuova rubrica “a blog unificati” con  illustrazioni raccontate e racconti illustrati: speriamo vi piaccia e vi regali un po’ di sogni a occhi aperti.

Qui, il blog di Noemi!

 Quel pomeriggio giravo in lungo e in largo senza sosta, ero nervosa. Mi annoiavo parecchio. E così ho deciso, ma non l’ho proprio deciso, di scappare di casa. Non proprio scappare, anzi. Di fare una specie di passeggiata nel mondo, ecco, qualcosa del genere. Non era ancora primavera, ma neanche inverno: l’aria era tiepida e accogliente. La luce brillava forte nel cielo: erano appena le quattro. Nessuno si sarebbe accorto di me a quell'ora. Tutti impegnati nelle loro occupazioni. Pensavo di potercela fare da sola, a esplorare la mia città. Il giardino di casa è bello, so di essere anche privilegiata: non lo nego, però è così strano uscire, è la tentazione che sento tutte le volte: questa mia vita un po’ da reclusa!

E io ormai l’età per esplorare là fuori ce l’ho, o almeno così credevo, ne ero sicura, convinta. Ho fatto un passo e già il viaggio incominciava. Sono piccola e leggera: mi sono infilata tra le assi del selciato. Però invece subito mi ha travolta un autobus giallo. Non scherzo. Sopravvivere è stato un miracolo. E lì ho iniziato ad aver paura. Poco dopo, mi sono rifugiata in un giardino. Una bambina mi voleva tirare un calcio dall’altalena, mi ha presa di mira, non le sono piaciuta fin dal primo momento. Eppure che cos’ho che non va? Ancora adesso me lo chiedo, non ho capito il suo gesto di rabbia così estremo.

E infine la fame: chi l’avrebbe mai detto che potevo rimpiangere la solita merenda a base di frutta e verdura di casa mia? Una fame cieca e violenta. Stavo per svenire, quando alla fine, sotto una panchina, ho trovato qualcosa da mordere. A quel punto anche la mia vista era annebbiata.

Solo: non avevo capito che quello che stavo divorando era un paio di scarpe. Le scarpe di una signorina. Poco più di una bambina anzi, avrà dodici anni a guardarla da vicino. Non di più comunque. Una ragazzina, ecco. Silenziosa, gentile. Si era seduta un secondo per riposare, e io le ho portato via le scarpe. Come ho fatto? Se ci penso, un po’ mi vergogno. Poi mi ha presa e mi ha fatta sedere vicino a lei. Mi ha guardata con una dolcezza che non conoscevo. Potrà sembrare strano, ma adesso, in questo momento, non mi sento poi così male. Siamo qui insieme alla fermata, penso che diventeremo amiche. Aspettiamo qualcuno che ci riporti a casa.