buongiorno :)
Vi ricordate Kind of Magic? Illustrazioni raccontate e racconti illustrati a blog unificati (con Noemi Cuffia)? Ecco la seconda puntata
Alle sei del mattino si sentono quei rumori che di solito non si percepiscono. Lo scricchiolio delle ruote di una bicicletta, i passi di un merlo che stringe nel becco ciuffi di erba secca, le pale di un elicottero che si posa in lontananza sulla pista di atterraggio. Quella pista rotonda sopra il grande edificio che accosto a piedi per andare al lavoro.
Arrivo poco dopo l’alba, in questa casa di dottori, faccio le pulizie il lunedì, quando loro escono per il primo turno di guardia all’ospedale.
Anche se, dopo un po’ di anni, lo riconosco, non c’è più molto da pulire.
Quando entro con le mie chiavi, nell’aria è rimasto ancora il profumo di caffè. Me ne lasciano una caffettiera piccola. In quattro ore di lavoro, ne bevo giusto due tazzine, la seconda è ormai tiepida, ma non mi dispiace. E io a loro lascio una torta di mele. La preparo nel fine settimana, e la metto sul tavolo della cucina. Mi sembra un modo per ricambiare la loro gentilezza e generosità. Anche il cane, qui, è gentile. Abbaia il minimo indispensabile e per il resto del tempo: osserva gli invisibili cambiamenti della casa, di ora in ora.
C’è una stanza dove non entro mai.
È la stanza della musica. E l’inquilino che ci vive se la pulisce da solo. Difficile a credersi, ma in tutto questo tempo, non ci siamo mai incontrati. Sono così rare le occasioni di vedere i padroni di casa: forse a Natale o d’estate, per definire le vacanze. E in quelle poche volte, nessuno ha mai accennato alla sua presenza. Di certo io non avrei mai introdotto l’argomento, per discrezione.
E non credo lui sappia di me. Semplicemente, come io non entro, anche lui non esce mai. Suona quasi tutta la mattina. Intervallato da brevi pause, magari, credo, per bere un sorso d’acqua o grattarsi la fronte.
Fuori, ora, i lampioni sono ancora accesi, le margherite chiuse, le strade avvolte nel buio trasparente. Il cielo è quasi blu. E anche io sono quasi sveglia. Lavoro, sì, ma in questa beata solitudine e con la musica di sottofondo, mi sembra di sognare, di essere ancora nel sogno, ecco.
E se mi chiedessero, in quale momento vorresti fermare tutto e rimanere per sempre? Direi adesso.