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lunedì 13 ottobre 2014

Donne! Un librino nuovo: "Se mi lascia non vale.."

Alt, questa volta si parla di uomini! Anzi, peggio! di EX...Anzi peggio, di ex che ti hanno lasciata, con un messaggio, con una "pausa di riflessione", con una strategica ritirata verso l'infinito e oltre...

Come fare a districarsi nella giungla dei temibili lasciatori? Come fa una giovane fanciulla a rimettere insieme i cocci del suo cuore infranto dopo aver incontrato un temibile scaricatore fuggitivo? Ci ha pensato Valentina Stella che ha scritto una vera e propria guida (pubblicata da Zandegù) catalogandoli in 9 spassose categorie.. e io che c'entro? E io li ho illustrati! Con gran divertimento :)

Leggere il libro di Valentina per me è stato come sedersi a bere qualcosa con l'amica più scatenata, e ascoltare i racconti delle sue (dis)avventure sentimentali per farsi una risata insieme perché l'ironia salva da ogni disperazione, si sa.

E poi, come dice saggiamente la madre della protagonista: c'è sempre un vero Gentiluomo che ti aspetta dietro l'angolo...

Insomma qui c'è un po' di tutto: molto amore e molte lacrime, molte ingenuità da adolescenti e scottature di fanciulle in fiore.. Si ride dei ragazzi che ti mollano lì, in ciabatte, il giorno del tuo compleanno, ma anche delle ragazze che, a volte, si incaponiscono proprio con un "Mr Big" che si vede lontano un miglio che non ti vuole portare all'altare...

Dove si trova questo ebook tutto rosa? Qui!
E quando esce? Ma oggi ovviamente!
Pausisti in ciabatte! Aiuto!

illusionisti: tutti charme e abilità soprannaturali!



venerdì 24 maggio 2013

Where the wild things are

Qualche tempo fa mi è arrivata una proposta davvero interessante: creare una tavola celebrativa per festeggiare i 50 anni della pubblicazione di "Nel paese dei mostri selvaggi" di Maurice Sendak.
Questo albo illustrato è indubbiamente un grande classico della letteratura per l'infanzia: pubblicato nel 1963 da Harper&Row è stato centro di numerosi dibattiti e allo stesso tempo ha fatto da spartiacque nel mondo della letteratura illustrata e oggi conserva intatto il suo fascino.

Dal libro è stato tratto anche un bel film di Spike Jonze che, secondo me, amplifica e approfondisce molto bene il testo. Mi sono avvicinata a questo volume durante i miei studi di illustrazione allo Ied, ma per la realizzare la tavola che vedete sopra, sono andata a riprenderlo e ho guardato anche il film. Where the wild things are è un libro perturbante che parla di rabbia e violenza, quella rabbia senza motivi apparenti e senza nome che ogni tanto ci prende quando siamo bambini (e non solo) e che quando arriva ci trasforma tutti in wild things.

Questa storia mi ha colpita e turbata perché è senza morale e ogni personaggio è ambiguo: sia Max, il bambino protagonista, sia i mostri che sono selvaggi e giocosi, ma sempre sottilmente pericolosi.  
Le creature selvagge sono deliziose e terrificanti insieme; per la tavola ho scelto il mio preferito: una specie di caprone tutto bianco, cornuto e dentato. L'ho immaginato con una corona in mano: Max è tornato a casa e i mostri hanno bisogno di un nuovo re. 

"oh please don't go,
we'll eat you up
we love you so"

Le illustrazioni di Sendak sono magnifiche, personali, con una palette di colori davvero suggestiva, il testo è minimo, perfetto, la tematica hardcore! Io lo consiglio perchè è spiazzante e innovativo e può dare un'idea nuova (ancora oggi) di letteratura illustrata. 

In italia il libro è pubblicato da babalibri che, insieme a Equilibri ha curato l'esposizione itinerante di 50 illustratori italiani "MostriselvagginMostra" dove partecipo con la tavola che vedete qui sopra :). La Mostra, durante il Salone del libro è stata allestita alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e girerà presto in tutta Italia.

 « "And now," cried Max "let the wild rumpus start!" »

lunedì 20 agosto 2012

A room with a view

Diffida di ogni impresa che richieda abiti nuovi. 
(Motto scritto sull'armadio degli Emerson: cap.12)

Ritornano le mie "copertine fittizie"     (l'altra è qui)!
Ho passato la prima settimana di agosto in montagna, in completa libertà a camminare, guardare le olimpiadi, dormire, svuotare la mente dalle stupidaggini e ovviamente leggere. Ho riletto in quei giorni "Camera con vista" un romanzo delizioso, elegante e arguto. La copertina riguarda George Emerson, un giovane che soffre nel mondo e si arrovella perché nell'universo "le cose non quadrano". Ho deciso di buttare su carta il momento in cui viene invitato a fare un bagno e, complice la calura estiva, si ritrova a nuotare in uno stagno con un ragazzo e un pasciuto parroco di paese. La scena mi ha sempre colpito: in quel momento, nel fresco dell'acqua nel bosco, i tre uomini abbandonano ogni pretesa di buona educazione e decoro (siamo nei primi anni del 1900) e cominciano allegramente a giocare schizzandosi a vicenda e rubando i vestiti al parroco finchè, ovviamente, non vengono sorpresi in questi atteggiamenti così poco in linea con l'etichetta da un piccolo gruppo di signore in passeggiata e riportati bruscamente all'ordine.
Ho sempre amato quei momenti in cui, in barba alle cose "che bisogna fare" ci si lascia un po' andare...

lunedì 16 aprile 2012

Per Esmè con amore e squallore

"...Quelle che preferisco sono le storie che parlano di squallore.
-Che parlano di che? -dissi, sporgendomi in avanti.
-Squallore. Lo squallore mi interessa enormemente. ...""

Mi piace leggere. E se è possibile leggere "troppo" io lo faccio. Leggo, rileggo tantissimo, velocemente e implacabilmente. E (cosa ancora più sorprendente) mi ricordo piuttosto bene tutto (o quasi) quello che mi passa tra le mani. Così sono diventata una lettrice scafata, cinica e disillusa, difficile agli entusiasmi. In questi giorni però mi è capitato di nuovo di entusiasmarmi per un libro: "I nove racconti" di Salinger; sì lui, l'autore del (hem... un po' sopravvalutato?) giovane Holden. Questi racconti mi sono molto molto piaciuti, in particolare mi ha colpito quello che si chiama "per Esmé con amore e squallore" e già il titolo è geniale. Il racconto è di quelli che piacciono a me, grigio, piovoso, troppo allegro e troppo triste. Così ho deciso di lavorarci su e ho provato buttar giù qualcosa, complice la domenica piovosa che si accordava così bene al mood di Salinger. Il risultato il progetto di copertina fittizia che vedete sopra: Esmé e Charles, il suo pazzo, vorace e inscrutabile fratello piccolo, così come li immagino.

sabato 21 gennaio 2012

What the %@&*! Happened to Comics? Art Spiegelman al Circolo dei Lettori a fumetti!

clicca per ingrandire! Se no non si legge bene.
Aggiungo solo tre cose: a chi non conosce Art Spiegelman consiglio di leggere il suo fumetto più famoso "Maus" .
Un grazie a Dave (è nell'ultima vignetta, il primo della fila di sedie) che mi ha fatto compagnia tutta la sera e ha tenuto il posto nella lunghissima fila davanti al Circolo.
E un grazie a Davide (nel'ultima vignetta, in basso a destra) che mi presta sempre un sacco di fumetti.
Per ingrandire e leggere i testi del fumetto:
-con google Chrome: clicca sull'immmagine (si apre il visualizzatore con sfondo grigio scuro), tasto destro del mouse e scegli l'opzione "apri immagine in un'altra scheda".
-con Firefox: clicca sull'immmagine (si apre il visualizzatore con sfondo grigio scuro), tasto destro del mouse e scegli l'opzione "visualizza immagine".

mercoledì 7 dicembre 2011

salon du livre de montreuil: personalissimo reportage

Eccomi di ritorno dalla mia prima esperienza da illustratrice al Salon du livre et de la presse jeunesse de Montreuil (Parigi)! Per tutti gli illustratori che vorrebbero delle info e istruzioni utili riguardo al salone, segnalo la mia prima fonte di aiuto per questa esperienza: questo post sul sito roba da disegnatori.
Per quanto riguarda il mio post invece vorrei fare semplicemente un commento personalissimo, e molto più "emotivo"...
1) TIMIDEZZA. L’arrivare lì con la mia cartellina e l'idea di dover proporre il mio lavoro in mezzo a quelle meraviglie hanno scatenato in me come primo impatto un mini-attacco di timidezza: mi sentivo goffa, ridicola e fuori-luogo e dover "elemosinare" appuntamenti ai directeur artistique mi sembrava una follia autolesionista. Respirone.
2) GENTILEZZA. A sbloccare la situazione è stata la grandiosa gentilezza di tutte le persone che ho incontrato: standisti, direttori artistici, editori e staff sono TUTTI gentili, disponibili, pacati e curiosi. Agli stand (sopratutto dei piccoli editori) quasi tutti, se hanno tempo, sono felici di farti accomodare e di guardare il portfolio dando consigli e commentando (quasi) sempre con grandissimo garbo e, anche se alla fine il tuo portfolio non interessa, ti spiegano con grazia il perchè. (NB conosco il francese, e questo forse aiuta)
3) ITALIANI#1. Tanti gli illustratori italiani in giro per il salone, alcuni agguerritissimi (anche troppo!). 
4) ITALIANI#2. Tanti gli illustratori italiani in giro per il Salone, con alcuni (fantastici!) ho avuto la fortuna di fare due parole. In primis la super Laura Iorio che ho incontrato e che mi ha mostrato i suoi disegni originali: bellissimi.
Mentre guardavo le sue tavole enormi e tecnicamente sorprendenti mi sono ricordata di come il nostro sia anche un lavoro artigiano, perciò ha anche bisogno del confronto "reale". Guardarsi, chiedersi, raccontarsi e magari darsi una mano. Grazie Laura!
L'altra illustratrice che ho incontrato è stata DesiréeGedda, che mi ha riconosciuta, consolata per un appuntamento andato in fumo e con cui ho fatto un po' di chacchiere portfolio alla mano, scambiando consigli e pareri...Grazie Desirèe!
Questi ed altri incontri mi hanno aiutata a non sentirmi un pesce fuor d'acqua e a farmi un po' di coraggio ed è questo tipo di confronto quello che mi piace di più nelle esperienza del Salone; illustratori siate curiosi! Meglio guardare il portfolio di un collega che sgomitare in fila per l'art director.
5) REBECCA D'autremer per chi non la conoscesse è il top del top del momento dell'editoria francese (meritatissimo!). Conoscevo già il suo lavoro, quello che più mi ha colpita è stata la fila sterminata di gente che voleva farsi fare una dedica! Una rockstar, ecco. Era meraviglioso vedere tutta quella gente (adulta!) in fila per farsi fare l'autografo da una grandissima illustratrice per l'infanzia. Un altro mondo.
6) BAMBINI. Sciami di bambini  che scorrazzavano dappertutto, toccando, guardando e leggendo, ma in fondo facciamo libri per loro no? Mi ha colpita vedere che dove l'offerta e la cultura sono più ampie e articolate i bambini rispondono senza problemi e apprezzano prodotti che da noi sono considerati "di nicchia" o "difficili", spesso ignorati in favore di libri brandizzati o di facile lettura (anche estetica).
Ho notato anche una grande attenzione nel fare libri comunque "per bambini" raffinati, bellissimi, coloratissimi, ma che non perdono di vista la sensibilità dei piccoli.
7) FATICA. Sono tornata distrutta, niente da fare. Contenta però dell'esperienza, con gli occhi pieni di cose belle e con il consiglio spassionato di un editore nelle orecchie "Brava, brava, ma di tavole DEVI FARNE DI PIù!ok? E poi me le mandi." Argh! 


martedì 18 ottobre 2011

This must be the place

Un po' Robert Smith dei Cure, un po' Edward-mani-di-forbice, un po' vecchia zia, un po' rock 'n' roll: sono felice di presentarvi la mia personale versione di Cheyenne, il protagonista dell'ultimo film di Sorrentino "This must be the place", interpretato dal divinissimo Sean Penn. Ho visto il film ieri sera e ha colpito la mia fantasia, e il personaggio di Cheyenne è dolce, stambo e, a suo modo, luminoso. Ho voluto fissarlo su carta muovendo la testa al ritmo di questa (enjoy!)

mercoledì 16 febbraio 2011

il Bufalo

Questa immagine è di Shaun Tan tratta dal libro "piccole storie di periferia" ed rizzoli in italia.
This image is from Shaun tan's picture book "Little tales of suburbia" 
l'immagine che vedete è tratta da uno splendido libro di racconti scritto e illustrato da un artista veramente eccezionale: Shaun Tan. L'illustrazione è tratta dal primo racconto del libro, che parla del Bufalo. Il Bufalo si trovava dietro casa, in un campo e quando qualcuno non sapeva cosa fare ed era indeciso sulla via da percorre o su una scelta da prendere,  andava al campo e semplicemente il bufalo gli indicava una direzione, senza spiegazioni, senza aggiungere altro; un semplice "Di là".
Ora, io non so voi, ma tantissime volte nella mia vita mi sono ritrovata a desiderare di avere un bufalo in un campo dietro casa che mi indicasse una direzione (una qualsiasi) da prendere.
Shaun Tan (che è anche lo scrittore di questo libro) riesce a creare in un racconto di poche righe l'evocazione di un sentimento e un concetto per nulla banali e ci riesce con grazia, creando un'immagine bellissima, un bufalo in mezzo a un campo che ti dice la via...é propro grazie a libri come questo che mi sono appassionata di letteratura per bambini: perchè non esiste niente "solo per bambini" e credo fermamente che immagini e storie come questa parlino a tutti. Ed è esattamento questo che vorrei imparare a fare sempre meglio, col tempo.
Come finisce la storia del bufalo? Un giorno se ne andò e non lo trovarono più. Forse, grazie a lui, avevano imparato a prendere le decisioni più diparate.
ps oggi ho rimpianto parecchio l'assenza del bufalo dietro casa mia, ma alla fine ce l'ho fatta lo stesso :)